Nicola's profileAmaya da Aseriya - la fi...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Amaya da Aseriya - la fine è l'inizio"El que tiene fe en sí mismo no necesita que los demás crean en él" - Miguel de Unamuno
... le più belle frasi lasciate dalla storia ...
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Benvenuto nel mio Spaces!
Believe in nothingwrote:
ciaoo passavo di qui e ho lasciato una traccia...
Sept. 27
♥ Fαи¢ч ♥ Girlwrote:
Ué, ma insomma, che fine hai fatto??? come sono andate le vacanze? Io di nuovo a Salamanca sommersa dai libri! Ma felice... eheh! Fammi una visituzza nel mio space e firmami il guestbook... por fiiiii! Ciao ciao, un beso
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Sept. 10
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Silvano mi fai schifo!VERGOGNA militarizzare il Rettorato per impedire l'entrata agli studenti che volevano pacificamente protestare contro le politiche autoritarie e insensate del Rettore Silvano Focardi è un atto vergognoso, mai visto nella nostra città! VERGOGNA continuare ad ignorare le proteste degli studenti, dei professori, dei ricercatori, dei lavoratori, del Comune, della Provincia, dei sindacati è il segno di una volontaria cecità e di un aprioristica determinazione nel portare avanti un progetto che ormai condivide il solo Rettore: la distruzione e successiva svendita dell'Università di Siena VERGOGNA ancora una volta il Rettore fa finta di non vedere quello che succede intorno, ignora gli Organi Collegiali mentre gioca con la vita di lavoratori, precari e ricercatori, ma anche con le tasche degli studenti e dei cittadini di Siena, che vedranno crollare i propri guadagni al crollo dell'Università VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA IL RETTORE SILVANO FOCARDI DEVE DIMETTERSI SUBITO. LUI E' IL RESPONSABILE NON SOLO DEL “BUCO” CHE HA SCONVOLTO LA NOSTRA UNIVERSITA' (nostra, di studenti, professori, lavoratori e semplici cittadini), MA ANCHE DI UN PIANO DI “RISANAMENTO” CHE PORTERA' AL TRACOLLO E ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ATENEO. UNA PERSONA CHE PER
EVITARE IL DIALOGO MILITARIZZA CON LE FORZE DELL'ORDINE UN RETTORATO
NON MERITA DI GUIDARE UN'UNIVERSITA'... ...VERGOGNA!!! "vado a vivere in Euskal Herria..."...TUTTO PER UN CITOFONO... Breve riassunto dei fatti baschi - sembra quasi una barzelletta! Dopo
13 ore di viaggio Nicola arriva a Donosti. Il taxi lo acompagna fin
davanti a quel bell'edificio che sarebbe stato di li a pochi istanti la
sua nuova casa. Stanco morto cerca il numero 3 di Donibane Garazi ma...
non esiste l'interno 1d!! "Sarà stato un errore" pensa e allora suona
tutti gli interni del primo piano, ma nessuno risponde...Dopo una mezzoretta passa l'unica persona e Nicola gli chiede per un ostello: "vicino non ce ne sono, solo alberghi, e siamo in alta stagione... Vai di là e vedi!" Dopo 2 alberghi pieni, l'unico con una stanza: un 4 stelle!! La povera ragazza della reception vede arrivare Nicola carico di valigie (con 10 kg di sovrappeso di bagaglio) e capisce la tragedia: passa tutta la notte a cercargli su internet una casa, e poi gli trova una pensione conveniente. Il giorno dopo, lasciato l'albergo da quasi 200 euro davanti alla Kontxa, Nicola torna alla casa ma nessuno gli risponde... e non riesce a trovare neanche una stanza, tutti vogliono aspettare almeno una settimana! Chiama allora un taxi e si fa portare alla pensione, che doveva essere in centro a Donosti, invece, dopo 15 minuti in taxi, arriva in mezzo alle montagne, e infine nell'ex riformatorio franchista di Donosti, a 10 km fuori dalla città. Unico modo per muoversi, il taxi, ossia 15 euro! Dopo bestemmie in varie lingue il protagonista di questa storia decide di andare a Salamanca, giacché era a pezzi fisicamente, moralmente, ma, più che altro, economicamente. Il giorno dopo pernde il maledetto autobus e, vicino a Valladolid, lo chiama la sua presunta compagna di casa dicendogli che si era rotto il CITOFONO e per questo non lo aveva sentito, ma la casa c'era... Che fare? Ormai Nicola aveva speso quasi 500 euro, ed era a centinaia di km di distanza: "troviamo un lavoro a Salamanca" pensò. Solo che qui entra nella storia l'altra protagonista, il convitato di pietra: LA CRISI !!! Trovare casa a Salamanca non è mai stato un problema, ma adesso nessuno voleva dare una stanza a Nicola senza la garanzia di restare almeno 6 mesi, cosa che Nicola non poteva garantire senza prima aver trovato un lavoro! E il lavoro... tutti non facevano altro che lamentarsi che NON C'E' PIU' LAVORO IN SPAGNA PER VIA DELLA CRISI, fino al punto in cui si sono negati di darmi una stanza perchè tanto non avrei mai trovato lavoro, neppure nei bar. Alla fine, dopo 7 giorni e 1200 euro buttati via, Nicola torna distrutto e disilluso a Siena, cercando di recuperare i pezzi di questa tragicommedia vasca... Almeno fino a Gennaio giacchè ho un biglietto per Madrid il 10/01 e di ritorno da Bilbao il 20/06!!! E adesso, come un cane bastonato dal destino infausto o dalla dura legge del karma, finalmente pernderò la patente. SOCCORRO!!!! cambiamenti Si passa su Facebook... I mezzi e il fine: tra la lotta giusta e il terrorismo ingiustoIn questi giorni in PKK sta colpendo la Turchia con attentati che mietono molte vite umane, spesso vite di civili innocenti, come la settimana scorsa con le bombe nel quartiere Gungeron, zona popolare e proletaria della periferia di Istanbul. E' una strategia terrorista che non può assolutamente essere giustificata dalla nobile causa dell'indipendenza del Kurdistan, un'indipendenza che è stata negata e continua ad essere negata non tanto dalla Turchia di Erdogan (sicuramente opposta a tale processo ma comunque pur sempre succube di Washington) bensì dalle potenze occidentali (USA e UK, ma anche, ovviamente per altre ragioni, dal regno di Spagna) che non potrebbero permettersi di contrattare con uno stato kurdo il passaggio degli oleodotti. Ma per quanto possa essere giusta una battaglia per l'indipendenza del Kurdistan, specie se, come per il PKK, è una guerra rivoluzionaria, non ha minimamente senso, è controproducente e moralmente ingiustificabile, l'assassinio di cittadini turchi, di compagni come quelli di Gungeron o di Uskudar (dove oggi sono scoppiate due granate): questo è uno dei pochi casi in cui il fine non giustifica i mezzi, anche perché tali mezzi sono totalmente controproducenti. Una lotta d'indipendenza non può basarsi sul terrorismo (evito di illustrare cosa è il terrorismo, almeno per me: già lo sapete), non può privarsi di una linea politica di dialogo, anche duro, può forse porsi degli obiettivi violenti come mezzo ma mai, mai verso civili innocenti che nulla hanno a che vedere con lo stato d'oppressione! Non c'è che dire: i “compagni” del PKK dovrebbero imparare da altre lotte, forse più europee, per portare avanti le loro istanze, e se fossero più furbi, iniziare a colpire là dove potrebbero ottenere un consenso trans-atlantico (Iran, Siria) o dove lo stato è più debole (Iraq), ma continuando nella loro strategia contro Ankara rischiano non solo di perdere la loro battaglia ma anche di compromettere la libertà e lo sviluppo sociale di un paese così importante come la Turchia.
Sull'11 M... Consiglio la lettura del seguente articolo... http://www.elpais.com/articulo/espana/Supremo/cierra/circulo/elpepuesp/20080719elpepinac_12/Tes Pensieri... riflessioni sul futuro che ormai è passatoE' passato un mese dal giorno della mia laurea... un mese che sembra infinito... Mi sono fermato a riflettere, intensamente ma senza pesantezza, sul mio passato, ciò che ero e ciò che sono diventato, sulle persone che mi sono state accanto, e che spesso ho allontanato, su quelle che ho vicino e, ancora, su quelle che so che saranno accanto a me per ancora lungo tempo, indipendentemente da dove sia e per quanto ci rimanga. Ho pensato e ripensato... Ho cercato di capire se quel filo che lega tutte queste persone tra loro e con me sia solo casualità data dall'intreccio dei fatti oppure se siamo davvero tutti quanti uniti in un destino più grande, a tratti incomprensibile, pedine in una scacchiera da cui non vediamo i giocatori... In quest'ultimo mese ho ritrovato persone che non credevo di poter rincontrare, ho scambiato parole con chi era scomparso e ho parlato con chi credevo avesse troppo rancore per farlo. Segni o congetture, l'importante è che adesso, forse per la prima volta, mi sento libero, una sensazione di pienezza unica, come sedere sopra un colle mentre un fresco venticello autunnale ti amplia il respiro. E' l'ora delle decisioni. Se prima vedevo nello studio accademico l'unica alternativa possibile per potermi realizzare, ora capisco che per conoscere non c'è bisogno né di libri né di insegnanti, ma solo di tanto coraggio e di un pizzico di fortuna che ti permetta di scegliere. Credevo che la migliore scelta, dopo il tracollo della passione filosofica, fosse quella di iscrivermi ad un altro corso, di reinserirmi in quelle dinamiche così false e pretestuose... Ora so di essere libero, e di dover render conto delle mie azioni solo a me stesso. Quindi non andrò a Madrid a fare l'Università, no, né andrò a Torino per la specialistica. Seguo il mio destino, mi faccio guidare da un istinto tanto irrazionale quanto evidente, di segni e congetture, e mi trasferisco in Euskadi, terra fertile per la mia vita, a cui sono legato da imprecisati motivi, ben prima che ci mettessi piede, ancor prima di sapere cosa ci fosse, e chi... Magari sbaglierò, forse arriverà un giorno in cui dirò che è stata una tonteria. Ma quel giorno non è oggi. Seguo quel che è stato tracciato senza fare domande... A voi l'altra mossa... Sul prode di Bologna... num.1Comunicato di Facciamo Breccia sui fatti avvenuti al Pride di BolognaFacciamo
breccia esprime sconcerto e preoccupazione politica per quanto avvenuto
ieri, 28 giugno 2008, alla conclusione del pride di Bologna, a
Graziella Bertozzo, nostra compagna di lotta e figura storica del
movimento lgbt italiano. ...... E ADESSO CHIAMATEMI DOTTORE.... E' FINITA!!! e dell'Italia non mi resterà che la nazionale (che forse si sta svegliando) domenica Italia-Spagna Forza Italiaaa (ooops...) Gauza pisudunakE alla fine eccoci qua: la laurea incombe!! Il percorso filosofico è stato molto interessante: prendete Kant e una bella fetta di Cristo ma solo quello medievale di Agostino e Tommaso; mescolate il tutto con un filo di induismo e un pizzico di Divina Commedia (non troppa) e un po' di antropologia. Aspettate quattro anni e anche voi potrete avere la vostra LAUREA IN FILOSOFIA !!! Scherzi a parte la situazione è piuttosto deprimente: in 4 anni di studio non ho trovato qualcosa che realmente mi colpisse (tranne Immanuel, che però snobbano tutti) e fondamentalmente ho solo perso tempo. Oddio, in effetti mi sono formato (mentalmente), almeno spero, ma quello che ho capito è che – dopo 13 mesi passati su Agostino – non voglio più studiare filosofia, per lo meno non adesso! Che fare allora? E qui entra in gioco il viaggio in Turchia. Nulla succede per caso, dice il determinista, e io con lui. Dopo la splendida vacanza nel meraviglioso paese degli Ottomani, e dopo una settimana sotto antibiotici, ho capito che voglio tornare a fare lingue. Un diploma di liceo linguistico doveva farmi pensare questo già anni fa ma, come si dice, meglio tardi che mai! Quindi, prima opzione, è immatricolarsi a Filologia Arabe alla Complutense di Madrid e vedere quel che viene fuori. Mi laureerò a 30 anni ma avrò un sacco di lauree (resta il progetto di Criminologia ad Alicante...)!! Tuttavia aspetto consigli... come dice la mia relatrice: “Nicola, tu sei tanto intelligente ma così poco saggio...” quindi se qualcuno ha da dire qualcosa che lo faccia. Io ascolto. Il
10 alle 11 in Aula Magna di Fieravecchia lo scontro epocale tra Mr
Poyoni e la commissione ostile anzi ostilissima: se la lode era già improbabile, ora anche il 110 si
profila irraggiungibile...sic transit gloria mundi... Ormai il dado è tratto! VACANZAAAAAFINALMENTE FINALMENTE FINALMENTE tra pochissimi giorni parto per la Turchia.... Vacanza!!! Non sembra vero!!! Con Valentina abbiamo trovato tutti alberghi a 4 e 5 stelle: idromassaggio, jacuzzi, piscina, STO ARRIVANDO!! Abbiamo due giorni di buco in cui verremo probabilmente uccisi, ma pazienza. L'importante è essere in vacanza!!! Il lavoro di un anno...Per chi volesse sapere su cosa mi laureo ecco la breve presentazione, un po' tirata via ma comunque che rende bene l'argomento... Per chiunque voglia partecipare il gran giorno è il 10 giugno!! Quid deinde Esau? Peccato originale, grazia e libertà in Agostino di Ippona Per poter illustrare i concetti di peccato e libertà di Agostino è necessario esaminare la sua concezione di ordo mundis. L’universo è perfettamente ordinato, armonico, onnicomprensivo e buono di per sé. Dio, all’atto della creazione, ha dotato gli enti di tre elementi costitutivi ontologici – mensura, numerus e pondus – che garantiscono la sua esistenza nonché la dipendenza ontologica di ogni ente da Dio. Attraverso questi tre principi, ricavati dalla Triade sapienziale, ogni ente è delimitato come quantum (mensura), specificato formalmente (numerus) e tende verso la propria realizzazione finale ed escatologica (pondus) senza che il Creator iustissimus debba guidare il suo Universo con un intervento continuo. Ma essendo questo ordine onnicomprensivo, esso dovrà rendere conto anche della realtà del male. Agostino, seguendo Plotino ma con alcune necessarie modifiche, afferma che il male, a livello ontologico, è privatio: è l’allontanarsi volontario dell’ente dall’unico Essere, che è Dio, ossia l’anima che si oppone all’ordo universalis e così facendo smette di nutrirsi del suo cibo spirituale e sprofonda nel peccato, che è dolore e sofferenza. Tuttavia nonostante si neghi lo status ontologico al male, esso permane come azione dell’anima contro Dio: nell’ordine buono e perfetto si trova il male, che è disordine. Per Agostino entrano qui in gioco la razionalità e la giustizia divina: l’ordine per essere razionale dovrà basarsi sul discernimento tra bene e male, quindi il male sarà necessario perché si dia il bene. Al tempo stesso ogni cattiva azione sarà giustamente punita da Dio, cosa che permette l’esistenza stessa della Giustizia. L’ordine sconvolto così dal peccato verrà ristabilito di volta in volta da Dio, che non permetterà mai che venga sovvertito completamente, ma solo in quanto Egli vi possa trarre il bene. Tuttavia questa teoria dell’ordine non riesce a spiegare né l’origine del male, né a giustificare il perché un ente debba frapporsi all’ordine buono e perfetto per cercare sofferenza o nulla. L’unica spiegazione potrebbe essere quella della mancanza di comprensione da parte dell’anima del disegno divino, ossia di una malattia. Proprio questa concezione sarà abbracciata dall’Ipponate con l’elaborazione della dottrina del peccato originale. L’uomo, dopo che Adamo mangiò il frutto proibito, è condannato a una triplice pena: mortalitas, ignorantia e concupiscentia. L’intera umanità è una massa peccati, ogni uomo non può non morire, non può non peccare, non può conoscere la Verità. Rispetto alla condizione di libertà dei progenitori, adesso l’essere umano è condannato a compiere il peccato in quanto la sua volontà è lacerata dall’infirmitas, non può riuscire a seguire la Legge e quindi non può neppure comprendere quale sia il vero Bene. Questo stato ontologico degradato non viene cancellato dal battesimo, che cancella la colpa ma non la pena. Il motore del peccato diverrà allora la volontà perversa di ogni uomo, che nel pensiero di Agostino ha un ruolo fondamentale non solo nell’atto volitivo ma anche, e soprattutto, nel conoscere: ogni facoltà conoscitiva è infatti un atto volontario, la volontà è, insieme a memoria e pensiero, il fondamento della mente umana. Se quindi essa è tesa alla sola azione maligna, ogni sforzo conoscitivo umano non solo è vano ma anche lesivo. Quello che traspare è quindi un quadro sconcertante: l’uomo non ha libertà alcuna, è vincolato all’azione malvagia e non vi è possibilità di salvezza in un Universo perfetto dove l’unica macchia è la dannazione umana fatta da un Dio vendicatore. Per Agostino è necessaria dunque una svolta, deve trovare la possibilità per gli uomini di salvarsi, per rendere coerente la dottrina del peccato originale con la teologia cristiana della salvezza. Ed è questo il momento in cui nasce la dottrina della grazia. L’Ipponate, seguendo le lettere paoline come già fatto per la dottrina del peccato originale, vede nella grazia l’unico modo in cui l’uomo possa salvarsi. Dapprima, fino al 396, la dottrina della grazia risponderà alla fede: Dio chiama gli uomini e chi avrà fede otterrà la grazia. Ma il suo pensiero diviene più radicale parallelamente alla controversia pelagiana e alla stesura definitiva della teoria del peccato originale. Nella preoccupazione di salvaguardare la gratuità della gratia Christi, Agostino sostiene che la massa peccati debba prima essere giustificata per poter comprendere la chiamata di Dio – altrimenti incomprensibile data l’ignorantia dell’uomo – e quindi la fede, che potrebbe essere vista come un merito, diventa conseguente alla giustificazione, all’adesione alla chiamata divina e alla grazia. Dio, per insondabili motivi, elegge alcuni uomini di cui ha misericordia, li giustifica e, nel donargli la grazia, li rende liberi di non peccare. Gli altri li abbandona al loro giusto castigo. Ogni uomo è quindi predestinato al paradiso o all’inferno, ad essere santo oppure dannato, e non potrà fare niente per cambiare questo suo destino. Dio amò Giacobbe perché ebbe misericordia gratuita per lui, mentre odiò Esaù senza alcun motivo, ma solo perché volle giustamente lasciarlo nel suo stato di dannato. In questo modo il messaggio cristiano – e ogni teologia in generale – è svuotata di senso: l’uomo non è più artefice del suo destino escatologico ma diventa solo una pedina nell’universo di Dio, la morale perde totalmente di significato, giacché le azioni, per quanto apparentemente buone, non valgono nulla se l’uomo non è eletto e giustificato. La
libertà umana è così sacrificata alla grazia divina.
...por fin...Por fin llegó... Han
pasado dos años de mi Erasmus en Salamanca, un año de cuando volví allí, muchas
cosas han pasado, acontecimientos malos como buenos, personas que vienen y
luego se van, pensamientos pesados que, de repente, se vuelven ligeros como
humo... Falta poco más que un mes y me voy a licenciar... Y luego, la perdición, la Nada mas obscura... Pero ya tendré tiempo para pensarlo todo.
Por fin llegó... Una giornata trans...La giornata più lunga della mia vita… La mattina Mary Nicotra tiene la conferenza accademica sugli FtM… interessantissima quanto poco partecipata… peccato! Mary è davvero una persona straordinaria, non ho mai trovato una persona del genere, che ha messo tutta la propria vita al servizio degli altri, per aiutare le persone più deboli e spesso dimenticate. Mi ha davvero folgorato! Una persona che non dimenticherò mai e che spero di incontrare di nuovo, a Torino. Anche Porpora è una persona straordinaria, meravigliosa, divertente e estremamente intelligente. Non posso dire lo stesso della strega, la principessa sul pisello, rompiballe schizzinosa e isterica, ossi Vladimir Luxuria. Non credevo proprio di poter dire questo. Mi aspettavo una persona alla mano e invece proprio il contrario, una che la mena per qualsiasi cosa… Ma alla fine è di Rifondazione, e si vede: una borghese che non fa che ripetere le solite quattro cose cercando di impappinare le persone che ha davanti, per poi dimostrarsi nel privato ciò che realemente è. Un po’ come i golfini (camioncini…) di cachemire di Bertinotti!! Comunque la giornata è andata splendidamente bene, non fosse che ho perso la mia borsa e quando l’ho ritrovata (l’aveva presa la Questura) non c’era più la mia macchina fotografica, con tutte le foto della giornata… La seconda macchina che mi rubano in 1 anno e mezzo… Ma mi spiace solo delle foto della giornata. Spero di trovare qualcuno che ce ne ha altre. Altrimenti le riprese della televisione… Bene, questo è tutto. Ora vado a Firenze con l’olandese
volante (Bart…). Claudia chiamaci e vediamoci a Roma!!! Così facciamo il Calle
Pereda 8 4A reunion!!!
Conferenza sui generiOggi - 18 Aprile abbiamo organizzato nell'Aula A Padiglione esterno di San Niccolò (Ex-Manicomio), Facoltà di Lettere e Filosofia, un incontro dal titolo (orrendo ma di meglio nn ho trovato) "Ad. Ev. e il serpente: ma il genere è definitivamente tramontato?" Partecipano: Mary Nicotra, con un intervento dal titolo: TransAzioni, corpi e soggetti FtM [10.00 - 12.00] Porpora Marcasciano che parlerà di: Migrazioni Trans... spostamenti dal sesso dato al genere sognato [15.00 - 17.00] Vladimir Luxuria, che parlerà non so ancora di cosa... Medierà il vostro Nicola Polloni (dio mio come siamo messi....) CHI PUO' VENGA!!!! ps. in mezzo a tutto ciò arriva Bart!commenit a caldo...Non ci credo non ci credo non ci credo... Silvio ha stravinto. Il PD anche. La sinistra (per quanto falsa e ipocrita) è svanita nel nulla... E' un incubo?! CHE QUALCUNO CI SVEGLI !!! E Vattimo dice bene: la differenza tra Berlusconi e Veltroni... ... è solamente ESTETICA. bene! rinchiudiamoli in un MUSEO !!! AIUTO!! elezioni: si vota!!SE TORNA SILVIO MI TRASFERISCO DEFINITIVAMENTE IN EUSKAL HERRIA !!! ITALIANI VOTATE... MA SOLO A SINISTRA (possibilmente CRITICA) ALTRIMENTI GERMANIA INVADICI meglio tedesco che Berlusconi... ...e domani si vota...
EL PAIS - Los coletazos del CaimánLLUÍS BASSETS 12/04/2008 Esta vez el regreso del Caimán fue sigiloso, con una media sonrisa de arrepentimiento. Empezó su campaña con buenos propósitos, incluso con algunos contactos con los adversarios, pensando en la gran coalición alemana o en la apertura a la izquierda de Sarkozy. Las encuestas le daban una ventaja de más de veinte puntos respecto a su rival, el ex alcalde de Roma y nuevo secretario general de Partido Democrático (PD), Walter Veltroni. Contaba con lo que siempre ha contado, sus tres cadenas de radio y televisión, sus periódicos, su fortuna, y un sistema electoral inventado para evitar la llegada de la izquierda al Gobierno o alternativamente para ponerla contra las cuerdas, como ya ha sucedido. Tan sucio, que lleva el apelativo de 1a porcata, la cerdada, acuñado por el mismo ministro berlusconiano que lo organizó. Pero la mayor ventaja se la da el estado en que se halla Italia después de que el saurio se deslizara desde la orilla de los negocios hasta las aguas de la política, más turbias desde hace 14 años, cuando fundó Forza Italia y venció por primera vez en unas elecciones. El nombre de Silvio Berlusconi es indisociable de la destrucción de la política Tres veces presidente del Consejo y jefe de filas electorales de la derecha en cinco ocasiones, el nombre de Berlusconi es indisociable de la destrucción de la política en el mismo país donde se inventó. Nada indigna más a Il Cavaliere que una dichosa manía de su adversario, Walter Veltroni, que ha consistido en atravesar toda la campaña electoral sin pronunciar su nombre ni una sola vez. Si en anteriores ocasiones se presentó para asegurar sus negocios y su monopolio televisivo y eludir los procesos judiciales, ahora su propósito es consolidar su huella sobre Italia, dejando algún tipo de legado precisamente en el momento en que es mayor el nihilismo político de los italianos, el equivalente moral al crecimiento cero que está bordeando su economía, según el último informe del FMI. El filósofo y director de la revista Micromega, Paolo Flores d'Arcais, ha evocado el nombre de Vladímir Putin para interpretar el horizonte en el que va a adentrarse Italia si vence Berlusconi. Su maniobra será la inversa de su amigo del Kremlin, que pasa de presidente a primer ministro, mientras que el proyecto del italiano consiste en pasar de primer ministro a presidente de la República. Pero el propósito final es similar. Si culminara una operación de este tipo dentro de cinco años, tendría la oportunidad, con la ayuda de una buena salud, de seguir dominando la vida italiana durante siete años más, hasta llegar a 2020, ya con 83, una edad provecta pero no especialmente extraña en Italia, pues son los años que cumplirá dentro de pocos meses el actual presidente, Giorgio Napolitano. La única bandera que puede blandir Berlusconi es él mismo. Su nombre, su poder, su biografía. No puede hablar de cambio alguien que ya ha dado pruebas de lo que puede dar de sí como gobernante. Tampoco de renovación, con 71 años. Menos todavía de promesas electorales, malos chistes que ya no hacen gracia a nadie. Si hay algún vientecillo de cambio es el que ha aportado el Partido Democrático, con la designación de su candidato, Walter Veltroni, en unas elecciones primarias y la posterior eliminación de la sopa de letras de la izquierda, que es la que ha arruinado a todos sus gobiernos en el último decenio y medio. La nueva configuración del partido berlusconiano, el Pueblo de la Libertad, es una respuesta a la creación del PD, mimetismo que también se ha producido en algunos contenidos de los programas electorales, hasta el punto de que se ha acuñado el veltrusconismo para designar la idea de una increíble amalgama. Gane quien gane, Italia va a reducir a la mitad el tamaño de su Gobierno. También cambiará la ley electoral y se reducirá el número de parlamentarios, moderadamente si vence Berlusconi, más radicalmente si es Veltroni. Todo esto pertenece a la agenda del centro izquierda, que por primera vez es la que se ha impuesto en una campaña electoral desde 1994. El tercer Berlusconi quiere consolidar ahora su inversión en 14 años de política, pero ya se ha visto obligado a abrir camino al cambio que propugna su adversario. Si vence, contará con una fuerte oposición que le empujará a ello. La calidad de esta oposición es lo que de verdad le diferenciará de su amigo Putin. No tendrá las manos libres. Incluso si vence, empezará a perder. De ahí los coletazos y los nervios de ese final de campaña, y esa sonrisa que se muta en dentellada.
Etxean...Ultimi aggiornamenti se a qualcuno interessano... Il corso di euskera del Eusko Jaurlaritza (Governo Basco) continua, direi molto bene, anche se mi limito a saper dire frasi come Ni etxean dago eta zu handartzan daude... (io sono in casa e tu sei nella spiaggia) oppure txerri madarikatua!! Uhe hau nirea da! (maiale schifoso, questo è il mio letto!) ma confido di poter imparare qualcosa in più con il tempo... E' (quasi) ufficiale: mi laureo il 10 Giugno!! O almeno con tutti gli scongiuri dovrebbe essere questa la data... Poi non so... La migliore ipotesi, almeno la più veritiera, è non andare quest'anno in Corea ma a Bilbao da Giugno a Settembre e poi, a Ottobre, Torino. Ma ancora c'è tempo e posso pensare... A Maggio Istanbul!! Con la mia filosofia preferita, Valentina (viaggio di laurea senza che mi sia laureato... speriamo non porti merda...). Stanno vendendo il Pulcino e non so dove andrò a lavorare, magari vendo il culo che è un lavoro tanto redditizio pare... Se l'avessi saputo prima mi sarei candidato con Berlusconi e almeno lavoravo per lui ma ormai... Già, le elezioni... CENSURA Tra due settimane arrivano Bart e Vladimir Luxuria, devo studiare, devo scrivere MALEDETTO PLOTINO !!! AGUR ETA MUSUAK Erasmus Reunion...Strano, stranissimo… Arrivare a Termini e vedere Claudia e Valerio (accanto alla macchina della polizia)… Strano, stranissimo abbracciare Raffa e Marta… Ma ancora più incredibile è vedere come, passato già un anno e mezzo dall’ultima volta che ci eravamo visti, riusciamo a parlare, comportarci, capirci come se veramente Erasmus fosse stato ieri! E tutto ciò è stupendo, meraviglioso, genial!! Peccato che sia durato così poco: ragà dobbiamo trovarci più spesso e più a lungo… E dobbiamo fare la benedetta estrazione… Già mi mancate… ¡¡¡Os quiero un montón!!! ...Jejeje... Vale ti laurei prima te!ANTEFATTO Giovedi, 6 marzo. Esco da lavoro, manca poco alle 17… vado in sede per scrivere al prof. Ferrarsi. Trovo una mail della mia relatrice della sede: “Nicola, ho scoperto stamattina che oggi scade il termine per la presentazione della domanda per laurearsi ad Aprile…” Calo di pressione… Corro in
segreteria, chiude alle 17… Arrivo alle 17.02. Non mi fanno presentare la
domanda di laurea… Non posso laurearmi ad Aprile!!! Tocca aspettare Giugno (con 300 euro di ricognizione delle tasse…) Porca miseria!!! FATTO Domani ci sono le elezioni politiche in Spagna. Zapatero è in vantaggio e spero davvero che riesca a vincere su quello schifo di Rajoy […Mariano Rajoy, admitelo hoy…] ma tra un mesetto tocca anche a noi. Chi votare? Se qualcuno ha idee me lo dica, aspetto… Nel frattempo breve analisi, brevissima. Assolutamente non voterò, per ovvi motivi, Lega Nord o La Destra. L’Udc è squallido, anche se Casini è convincente e fa un po’ pena, ma sono dei cattolici idioti, avamposto del Vaticano, quindi il mio voto col cazzo che ce l’avranno. Poi ci sono il Pd e il PdL: Veltroni mi spaventa, è furbo e sa come convincere le persone, il suo programma politico è di centro-destra, mi auguro che non vada mai e poi mai al governo. A quel punto, meglio Silvio. Almeno lui lo si conosce già, è come un soprammobile o, meglio, come un prozio che vedi poco ma sai tutto di lui, un familiare di cui ti vergogni un po’ ma che fa sempre parte della famiglia… Ma, è scontato, il voto a Silvio non glielo do (anche se resto convinto che se mai in questo paese ci saranno riforme sociali tipo Pacs o affini, le farà Berlusconi e non la sinistra…) Infine abbiamo la Sinistra – L’arcobaleno, una mandria di imbecilli bugiardi opportunisti che si spacciano per gente di sinistra quando invece, basti vedere Bertinotti [Fausto te odio!!],sono dei venduti che sparano solo minchiate per avere voti, nonché, ormai, catto-comunisti al pari di D’Alema… Chi resta allora?? Sto riflettendo su Borselli, solo per la sua difesa a oltranza della laicità. Ormai il programma politico-economico dei partiti, nonostante quello che dicano, è praticamente uguale. Non c’è da aspettarsi grandi cambiamenti, e se li faranno saranno in peggio. Quindi tapparsi il naso e votare socialista?? Forse è meglio la scheda bianca… Aggiornamenti sulle intenzioni di voto molto presto, sempre che ci siano novità Solo per riflettere trascrivo: L'avi siset em parlava Repressione, repressione, repressioneSolo poche righe su quello che sta succedendo in Spagna, per l’esattezza nel Pais Vasco. Come tutti ben sappiamo il 9 Marzo ci sono le elezioni legislative in quel paese, con l’uscente governo di sinistra che sta guidando un’ottima campagna elettorale. Purtroppo quello che vale per la totalità della Spagna non vale per una sua comunità autonoma: se negli anni del governo Zapatero si è vista un’enorme svolta sociale, con politiche libertarie e di salvaguardia sociale molto forti, durante la campagna elettorale ancora una volta il Governo spagnolo attua misure repressive contro movimenti e partiti politici di Euskadi. Sventolando lo spauracchio del terrorismo di ETA, già utilizzato all’indomani degli attentati a Madrid dell’11 Marzo da Aznar, che per giorni negò la responsabilità di al Qaeda per attribuirla ai baschi, ancora una volta sotto elezioni la magistratura e il governo stanno mettendo fuori legge movimenti politici accusandoli di essere conniventi a Batasuna e questa a ETA, arrestandone gli appartenenti, vietandone le manifestazioni, imponendo un coprifuoco di fatto in tutto il Pais Vasco. Sicuramente non è qualcosa di nuovo ma altrettanto certa è l’indignazione che nasce dal vedere ragazzi come noi trascinati di notte in questura perché “possibili sospetti” (ho vissuto personalmente tale paura due anni fa a Bilbao) oppure dalle ennesime contraddizioni che adombrano l’operato di un governo di sinistra (sicuramente molto più a sinistra di un nostro possibile governo). Per questi motivi l’UdU-Siena ha espresso ed esprime piena solidarietà a tutte quelle ragazze e ragazzi che sono vittime della repressione padronale spagnola in Euskadi, aderendo alla giornata di mobilitazione indetta dalla izquierda abertzale per ieri 14 febbraio e impegnandosi a non dimenticare mai la terribile situazione di Euskadi, prodotta dal governo spagnolo ma legittimata dalla totalità dei governi europei. Europa è anche questo, essere europei significa farsi carico di maggiori responsabilità perché anche noi siamo responsabili della situazione basca. Riflessioni davanti al libroMomenti di crisi causa laurea… Sarà possibile che dopo aver fatto un liceo linguistico mi debba mettere ancora a studiare la stramaledetta grammatica inglese?? Tutta colpa del maledetto PET, che peraltro pare essere una gran minchiata, ma non è un periodo così fortunato quindi non posso permettermi di rischiare… Sto andando a rinnovare il passaporto. Cazzo, quasi 100 euro. Hanno paura che uno scappi e non torni più in Italia? Sta tramontando l’idea estiva del corso in Canada, costa davvero troppo. A questo punto nessuno potrà fermarmi dalla Corea: ELLI!!!! Ma ne frattempo è sceso una densa oscurità sui miei progetti autunnali: dove studiare? Studiare… pensare di ricominciare ancora… Dios mio! Ma Vattimo è morto?? [ per la stupidità
di questo post non dico chi mi sembra d’essere…]
Un brindisi per...Il CAOS domina tra noi!! E' ora di festeggiare... Oggi in effetti è stata una bella giornata. Per me e per l'Italia intera!!! Prima di tutto HO FINITO GLI ESAMI e quindi un brindisi alla fine (ma ancora sta tesi... altri 6 mesi??) poi basta accendere il televisore: 1. Mastella lascia la maggioranza. Poverino, si è sentito solo in questo attacco che sta subendo dai giudici comunisti... Non ha avuto abbastanza solidarietà e se ne va. Non è che l'Udeur esce perché Masti non ha più la poltrona?? 2. Bagnasco, presidente della CEI (Conferenza Eugenetica degli Idioti) ha definito l'Italia come un paese sfilacciato, a pezzi... colpa dei comunisti e dei gay?? O delle donna che abortiscono?? Forse la spazzatura a Napoli dipende da questo... 3. Crollo della borsa in Asia ed Europa. A Madrid -7,5... il secondo più basso della storia (il primo è stato x il golpe a Gorbaciov). Il capitalismo sta crollando?? Aspettiamo, aspettiamo... 4. E' stato cancellato il divieto di vendita di alcoolici dalle 2 di notte. Una legge stupida che incrementava l'abuso di alcool: la gente si portava direttamente le bottiglie da casa lasciandole in auto, spendeva meno e si ubriacava di più! C'è che dice che nel biennio 2007/08 sarebbe crollata la borsa con la società per via delle MACCHIE SOLARI che condizionano la vita sulla terra. Magari fossero le macchie... almeno l'anno prossimo si inizierebbe ad andare meglio!!! Aspettando conferme vado a ubriacarmi selvaggiamente VIVA I CUBETTI DELL'UDU NAZIONALE !!! MALEDETTO RATZI !!! ALLA FINE NON CI VAI ALLA "SAPIENZA"... Nonostante questa BELLISSIMA notizia, pare evidente che questo paese è ormai invivibile, in una crisi che non ha fine, volto alla totale assenza di cultura, di senso critico, di realtà... Ormai la quasi totalità degli italiani preferisce vivere in un'illusione fine a se stessa che nella verità dei fatti!! Tutto il mondo "politico" ha attaccato quei grandi che hanno occupato il Rettorato, e quei professori - scienziati di primo livello - fino a tacciarli di "mancanza di cultura"... Beh, detto da una classe politica dove solo un'infima parte ha la laurea (si pensi a Calderoli, che è un dentista fallito) non può essere che un complimento! Nel frattempo Mastella si dimette e sua mogli è ai domiciliari. E questo schifo di classe politica non trova altro che attaccare la Giustizia: ciò che è contro di loro è destinato a perire. E ancora qualcuno - la maggioranza - chiama tutto ciò democrazia!!! Possibile sia tanto difficile capire che la democrazia non esiste?? Possibile non riuscire a comprendere che questo paese è un'oligarchia pseudo- rappresentativa che fa capo a uno stato straniero (il Vaticano)?? Ecco il testo dell'intollerante lettera al rettore de La Sapienza che non ha fatto andare il mostro bianco a fare proselitismo omofobo, oscurantista e razzista: Signor Rettore, apprendo da una nota del primo novembre dell'agenzia di stampaApcom che recita: «è cambiato il programma dell'inaugurazione del 705esìmo Anno Accademico dell'università di Roma La Sapienza, che in un primo momento prevedeva la presenza del ministro Mussi a ascoltare la Lectio Magistralis di papa Benedetto XVI». Il papa «ci sarà, ma dopo la cerimonia di inaugurazione, e il ministro dell'Università Fabio Mussi invece non ci sarà più». Come professore emerito dell'università La Sapienza - ricorrono proprio in questi giorni cinquanta anni dalla mia chiamata a far parte della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali su proposta dei fisici Edoardo Amaldi, Giorgio Salvini e Enrico Persico - non posso non esprimere pubblicamente la mia indignazione per la Sua proposta, comunicata al Senato accademico il 23 ottobre, goffamente riparata successivamente con una toppa che cerca di nascondere il buco e al tempo stesso ne mantiene sostanzialmente l'obiettivo politico e mediatico. Non commento il triste fatto che Lei è stato eletto con il contributo determinante di un elettorato laico. Un cattolico democratico - rappresentato per tutti dall'esempio di Oscar Luigi Scalfaro nel corso del suo settennato di presidenza della Repubblica - non si sarebbe mai sognato di dimenticare che dal 20 settembre del 1870 Roma non è più la capitale dello stato pontificio. Mi soffermo piuttosto sull'incredibile violazione della tradizionale autonomia delle università - da più 705 anni incarnata nel mondo da La Sapienza dalla Sua iniziativa. Sul piano formale, prima di tutto. Anche se nei primi secoli dopo la fondazione delle università la teologia è stata insegnata accanto alle discipline umanistiche, filosofiche, matematiche e naturali, non è da ieri che di questa disciplina non c'è più traccia nelle università moderne, per lo meno in quelle pubbliche degli stati non confessionali. Ignoro lo statuto dell'università di Ratisbona dove il professor Ratzinger ha tenuto la nota lectio magistralis sulla quale mi soffermerò più avanti, ma insisto che di regola essa fa parte esclusivamente degli insegnamenti impartiti nelle istituzioni universitarie religiose. I temi che sono stati oggetto degli studi del professor Ratzinger non dovrebbero comunque rientrare nell'ambito degli argomenti di una lezione, e tanto meno di una lectio magistralis tenuta in una università della Repubblica italiana. Soprattutto se si tiene conto che, fin dai tempi di Cartesio, si è addivenuti, per porre fine al conflitto fra conoscenza e fede culminato con la condanna di Galileo da parte del Santo ufficio, a una spartizione di sfere di competenza tra l'Accademia e la Chiesa. La sua clamorosa violazione nel corso dell'inaugurazione dell'anno accademico de La Sapienza sarebbe stata considerata, nel mondo, come un salto indietro nel tempo di trecento anni e più. Sul piano sostanziale poi le implicazioni sarebbero state ancor più devastanti. Consideriamole partendo proprio dal testo della lectio magistralis del professor Ratzinger a Ratisbona, dalla quale presumibilmente non si sarebbe molto discostata quella di Roma. In essa viene spiegato chiaramente che la linea politica del papato di Benedetto XVI si fonda sulla tesi che la spartizione delle rispettive sfere di competenza fra fede e conoscenza non vale più: «Nel profondo.., si tratta - cito testualmente - dell'incontro tra fede e ragione, tra autentico illuminismo e religione. Partendo veramente dall'infima natura della fede cristiana e, al contempo, dalla natura del pensiero greco fuso ormai con la fede, Manuele II poteva dire: Non agire "con il logos" è contrario alla natura di Dio». Non insisto sulla pericolosità di questo programma dal punto di vista politico e culturale: basta pensare alla reazione sollevata nel mondo islamico dall'accenno alla differenza che ci sarebbe tra il Dio cristiano e Allah - attribuita alla supposta razionalità del primo in confronto all'imprevedibile irrazionalità del secondo - che sarebbe a sua volta all'origine della mitezza dei cristiani e della violenza degli islamici. Ci vuole un bel coraggio sostenere questa tesi e nascondere sotto lo zerbino le Crociate, i pogrom contro gli ebrei, lo sterminio degli indigeni delle Americhe, la tratta degli schiavi, i roghi dell'Inquisizione che i cristiani hanno regalato al mondo. Qui mi interessa, però, il fatto che da questo incontro tra fede e ragione segue una concezione delle scienze come ambiti parziali di una conoscenza razionale più vasta e generale alla quale esse dovrebbero essere subordinate. «La moderna ragione propria delle scienze naturali - conclude infatti il papa - con l'intrinseco suo elemento platonico, porta in sé un interrogativo che la trascende insieme con le sue possibilità metodiche. Essa stessa deve semplicemente accettare la struttura razionale della materia e la corrispondenza tra il nostro spirito e le strutture razionali operanti nella natura come un dato di fatto, sul quale si basa il suo percorso metodico. Ma la domanda {sui perché di questo dato di fatto) esiste e deve essere affidata dalle scienze naturali a altri livelli e modi del pensare - alla filosofia e alla teologia. Per la filosofia e, in modo diverso, per la teologia, l'ascoltare le grandi esperienze e convinzioni delle tradizioni religiose dell'umanità, specialmente quella della fede cristiana, costituisce una fonte di conoscenza; rifiutarsi a essa significherebbe una riduzione inaccetabile del nostro ascoltare e rispondere». Al di là di queste circonlocuzioni (i corsivi sono miei) il disegno mostra che nel suo nuovo ruolo l'ex capo del Sant'uffizio non ha dimenticato il compito che tradizionalmente a esso compete. Che è sempre stato e continua a essere l'espropriazione della sfera del sacro immanente nella profondità dei sentimenti e delle emozioni di ogni essere umano da parte di una istituzione che rivendica l'esclusività della mediazione fra l'umano e il divino. Un'appropriazione che ignora e svilisce le innumerevoli differenti forme storiche e geografiche di questa sfera così intima e delicata senza rispetto per la dignità personale e l'integrità morale di ogni individuo. Ha tuttavia cambiato strategia. Non potendo più usare roghi e pene corporali ha imparato da Ulisse. Ha utilizzato l'effige della Dea Ragione degli illuministi come cavallo di Troia per entrare nella cittadella della conoscenza scientifica e metterla in riga. Non esagero. Che altro è, tanto per fare un esempio, l'appoggio esplicito del papa dato alla cosiddetta teoria del Disegno Intelligente se non il tentativo - condotto tra l'altro attraverso una maldestra negazione dell'evidenza storica, un volgare stravolgimento dei contenuti delle controversie interne alla comunità degli scienziati e il vecchio artificio della caricatura delle posizioni dell'avversario - di ricondurre la scienza sotto la pseudo-razionalità dei dogmi della religione? E come avrebbero dovuto reagire i colleghi biologi e i loro studenti di fronte a un attacco più o meno indiretto alla teoria danwiniana dell'evoluzione biologica che sta alla base, in tutto il mondo, della moderna biologia evolutiva? Non desco a capire, quindi, le motivazioni della Sua proposta tanto improvvida e lesiva dell'immagine de La Sapienza nel mondo. Il risultato della Sua iniziativa, anche nella forma edulcorata della visita del papa (con «un saluto alla comunità universitaria») subito dopo una inaugurazione inevitabilmente clandestina, sarà comunque che i giornali del giorno dopo titoleranno (non si può pretendere che vadano tanto per il sottile): «Il Papa inaugura l'Anno Accademico dell'Università La Sapienza». Congratulazioni, signor Rettore. Il Suo ritratto resterà accanto a quelli dei Suoi predecessori come. simbolo dell'autonomia, della cultura e del progresso delle scienze. Marcello Cini Felice festa pagana di capodanno!!Agostino - noto rompiballe - ce l'ha a morte anche col Capodanno!!! Quali migliori auguri potrei fare se non citarvelo così da compartire insieme questo meraviglioso pervert... volevo dire... Santo?! Buon Anno!! io vado a Genova da Boy George, la Nannini e chissà chi altro... Sermo 198, 1 - Contro le feste pagane del 1 GennaioLa festa pagana di capodanno.1. Vedo, fratelli, che oggi vi siete riuniti come per celebrare una grande festa e che siete più numerosi del solito. Esorto pertanto la vostra Carità a ricordare quello che ora avete cantato, perché non avvenga che mentre la lingua grida il cuore rimanga muto ma ciò che avete fatto risuonare vicendevolmente alle vostre orecchie con la voce lo gridiate con amore presso le orecchie di Dio. Cantavate questo versetto del Salmo: Salvaci, Signore Dio nostro radunaci di mezzo alle genti, affinché esaltiamo il tuo santo nome 1. Ora sarete veramente radunati di mezzo alle genti se non vi fate attrarre dalla festa che i pagani celebrano oggi con gioia mondana e carnale, con strepito di futili e osceni canti, con conviti e danze turpi, con la celebrazione stessa di una festa che non ha motivo di essere; se non provate interesse insomma per quello che fanno i pagani.Sermo 196, 4 - Contro gli usi pagani del capodanno. 4.
Quanto ho detto potrebbe bastare alla vostra Carità. Ma poiché vedo qui
presenti molte persone a motivo della solennità, è necessario che
aggiunga alcune cose. Sta per arrivare il Capodanno. Voi qui siete
tutti cristiani e, grazie a Dio, è cristiana tutta la città. Ci sono
ormai soltanto due gruppi di uomini: i Cristiani e i Giudei. Non fate
ciò che Dio non vuole: giochi nocivi, divertimenti scostumati. Non
fatevi giudici di voi stessi, per non cadere nelle mani del vero
Giudice. Date ascolto: siete cristiani, siete membra di Cristo. Pensate
a quello che siete, riflettete a quale prezzo siete stati riscattati.
Insomma, volete che vi dica che cosa fate? - Parlo a coloro che fanno
tali cose; non ve la prendete, voi che siete contrari a queste cose; mi
riferisco soltanto a coloro che le fanno e a coloro che le giustificano
-. Volete che vi dica dunque ciò che fate e quale dispiacere causate a
noi? Forse i giudei fanno di queste cose? Almeno vergognatevene, in
maniera da non farle più! Nel giorno della nascita di S. Giovanni, cioè
sei mesi fa - questi i mesi che intercorrono tra la nascita dell'araldo
e la nascita del Giudice - imitando un rito superstizioso dei pagani, i
cristiani andarono sulla spiaggia del mare e fecero delle abluzioni
rituali. Io ero assente ma, come venni poi a sapere, i presbiteri
indotti a ciò dalle norme penitenziali della Chiesa imposero ad alcuni
una proporzionata penitenza ecclesiastica. Alcuni cominciarono a
mormorare dicendo: Quanto ci voleva a dircelo? Se ci si avvisasse prima
non lo faremmo. Se i presbiteri ci avessero preavvertiti non lo avremmo
fatto. Allora ecco che il vescovo vi preavverte; vi ammonisco, vi
avverto, vi preavviso. Ascoltate il vescovo che ve lo ordina, ascoltate
il vescovo che vi ammonisce, ascoltate il vescovo che vi prega,
ascoltate il vescovo che ve ne supplica. Vi supplico per colui che oggi
è nato; vi supplico, ve lo comando: nessuno faccia di tali cose. Io ho
compiuto il mio dovere. È meglio che mi ascoltiate quando ammonisco,
anziché mi dobbiate sentire quando sono severo. |
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